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Inviato da : NightLight
Giovedì, 10 Febbraio 2005 - 05:49 |
"Il ritornante? il vampiro nel folclore e nell?immaginario collettivo Occidentale, Il vampiro dell?immaginario collettivo moderno, Il Vampiro nel folclore, Nella Letteratura
?Il ritornante? - il vampiro nel folclore e nell?immaginario collettivo OccidentaleNella maggior parte delle culture, la morte testimonia il passaggio da uno stato (e da un ruolo ricoperto nella societ? di riferimento) ad un altro. Un morto che, per qualsiasi ragione, sfugga a questo passaggio, diventa una figura non classificabile con certezza all?interno della stessa societ?. Questo individuo ? fuori dal contesto sociale (con la sua serie di regole normative) ma non ? nemmeno collocato in un rassicurante e lontano oltretomba. ? proprio l?impossibilit? di dare a questi ?ritornanti? una collocazione precisa nella vita comune a generare ansia e paura. L?incontro con un ?ritornante? o con il cosiddetto ?exercitus mortuorum? (che si afferm? soprattutto nel Medioevo) ha quasi sempre una valenza negativa che presagisce la morte imminente dello spettatore o pu? assumere una connotazione positiva quando questi viene a conoscenza di rivelazioni in grado di fargli superare un ostacolo o salvarlo da un pericolo (si pensi al fantasma del padre di Amleto). ? Il vampiro rientra in questa categoria. ? un ?non-morto?, continua ad esistere nella comunit? nonostante la sua morte. Essendo ormai fuori dalla comunit? non deve pi? rispettare le sue regole e per ci? diventa un forte fattore destabilizzante per quest?ultima. Questa figura folclorica ? stata sottoposta ad una potente rielaborazione attraverso i canali della letteratura, del cinema, della narrativa, del fumetto. Il mito originario si ? nutrito voracemente di nuovi elementi per dare vita ad una figura complessa. ? Mi sembra doveroso quindi fare una prima distinzione tra: Il vampiro del folclore e Il vampiro dell?immaginario collettivo moderno ?? Il vampiro del folclore?Prendiamo, per comodit?, come riferimento, il vampiro di tradizione slava. In questa cultura il vampiro non si presenta in una forma ben definita ma viene indicato genericamente come ?non morto?. Elemento costante ? costituito dalla sua bramosia di sangue ma non presenta una grande intelligenza e sembra agire per lo pi? come un animale. Ha l?aspetto di un uomo dalla corporatura robusta, con una lunga barba ed il viso rubicondo. ? ancora avvolto dal sudario con il quale ? stato seppellito. Si confonde spesso con altre figure ?liminari? come quella dello ?spettro? o del ?lupo mannaro?. ?? Il vampiro dell?immaginario collettivo moderno?Diventa una figura ben pi? articolata rispetto al suo originale folclorico. Il vampiro, prima letterario e poi cinematografico, viene caricato di una forte valenza romantica. Diventa il fascinoso predatore di tante storie. ? quasi sempre nobile (contrariamente alla tradizione che lo vuole di aspetto estremamente rustico); probabilmente questo fattore ? da imputarsi ad una visione metaforica nella quale il nobile che succhia l?energia vitale al popolo (non dimentichiamo che l?epoca di massima diffusione, e per molti di origine stessa, del mito del vampiro ? il Settecento) ??? Il Vampiro nel folclore?Ci si chiede se il mito del vampiro faccia parte atavicamente della cultura umana o sia un parto relativamente recente (XVIII) della tradizione dell?Europa dell?Est. Fatto sta che il Settecento fu l?epoca in cui si ? registrato il maggior numero di casi di vampirismo, probabilmente in reazione all?imposizione di una ?ragione imperante? tipica dell?Illuminismo. Una figura che pu?, per certi versi, essere indicata quale archetipo del vampiro ? quella della Lilith mesopotamica: demone notturno assetato di sangue e portatore di morte. C?? un?indubbia analogia tra Lilith e il ?non morto?: un forte legame con la notte, la morte, la sessualit? e l?Inferno e l?azione di tormento notturno con cui si accanisce sulla vittima (agendo come Incubo). ?Il termine vampiro, comunque, apparve per la prima volta nel 1725 nei documenti parrocchiali di Barin (Moravia) in cui si fa riferimento ad un cadavere che non trovando pace perseguitava i viventi.??Lo studio pi? puntuale sull?argomento Paul Barber, ?Vampiri, sepoltura e morte? (Parma 1994). ? interessante in merito anche l?opera di Calmet, ?Dissertazione sopra le apparizioni de?spiriti e sopra i vampiri o redivivi di Ungheria, di Moravia e Slesia?: ? simile a quella usata in Inghilterra per le esecuzioni e lo rigettammo nella fossa con molta calce viva per consumarlo pi? prontamente. E da allora la nipote stette meglio, anche se aveva la macchia bluastra delle persone succhiate, che ? un fatto notorio, attestato da documenti autentici fatti leggere a mille e trecento persone, tutte degne di fere>> ? da ?Dissertazione sopra le apparizioni de?spiriti e sopra i vampiri o redivivi di Ungheria, di Moravia e Slesia? (1746) Don Agostino Calmet. ?Centini individuata una casistica precisa: ?a) morte di un membro del villaggio b) segnalazione di fenomeni di vampirismo (di solito persone morte di morte violenta) c) quasi del tutto assente il morso (tipico della tradizione letteraria pi? recente) d) individuazione del colpevole dei fenomeni in un ?non morto? (Vrykolakes in lingua slava) e) apertura della tomba e rinvenimento del cadavere con segni che inconfondibilmente rimandavano al vampirismo: corpo non corrotto, colore roseo, occhi aperti. f) E esecuzione di rituali sul cadavere atti ad arrestarne il potere nefasto ?? ? senza dubbio il folclore romeno ad aver creato, anche sul piano linguistico, una sorta di categoria di vampiri. Ritroviamo termini come strigoi, derivante dalla radice semantica che indica ?gridare?, e necurat (lo sporco), molto pi? noto nella variante nosferat. ?Diamo un rapido cenno alla diffusione geografica di questa figura: ?In Romania, nella regione del Basso Danubio troviamo: Verolaes (fantasmi mangiatori di luce); Strigoi (streghe e/o vampiri); Moroi (fantasmi dei bambini) ; Varcolaci (non morti, costituiscono l?archetipo del vampiro cos? come lo intendiamo in Occidente). ?In Ungheria: Il Farskalcoldus; il Vukodlak (montenegrino) simili ad un lupo mannaro. ?Poi lo Strigoiu vallacco (caratterizzato dal pelo rosso, abita luoghi abbandonati); lo Upierczi russo, morto di morte violenta e prosciugatore di fonti; lo Upier polacco che annuncia la morte di chi lo incontra; il Sriz della Slesia simile all?Upier; il Nachzehrer bavarese, invece, divora il proprio sudario; il Nullo serbo ? un divoratore di donne; il kuzlak della Dalmazia ? lo spettro di un bambino nato senza battesimo, tormenta le donne; il Blautsauger bosniaco ? un essere molto simile ad un ectoplasma; il liugat albanese si aggira con il suo sudario per mantello, la sua tomba ? riconoscibile dalla presenza di fuochi fatui; il vrykolakos greco ? il fantasma senza pace di uno scomunicato alla ricerca di vendetta (A.Volta 1964 p.110 ) ??Nella Letteratura?Prendiamo in considerazione il pi? significato romanzo mai scritto sulla figura del vampiro: ?Dracula? di Bram Stocker. (Probabilmente Carmilla di Le Fanu diede a Stoker l?idea centrale per il suo libro). In questo romanzo, l?alterit? del vampiro viene inserita nel pi? vasto contrasto tra Oriente e Occidente. Il vampiro presenta una spiccata sessualit?, un fascino animale (come risulta evidente dalle spose di Dracula). Essere contagiati vuol dire perdere i freni inibitori imposti dalla societ?, chiunque rischia di veder svanire i punti di riferimento tradizionali nell?incontro con la ?diversit??, ma c?? chi ? maggiormente predisposto ad accettare il cambiamento (come accade a Lucy amica di Mina).??Dracula ? ?altro? rispetto all?umanit?, ? in uno stato intermedio tra uomo e animale. Questa condizione ? testimoniata nel corso del romanzo da numerosi elementi :la peluria sul palmo delle mani, le zanne e gli artigli e la sua capacit? di muoversi sulle pareti come una lucertola.? Il morso, con il quale questa creatura si nutre, diventa una metafora dai forti caratteri sessuali. I denti acuminati penetrano la gola in una sorta di amplesso sanguinolento. Il morso del vampiro consuma le energie della vittima come uno sfinimento post coito. Quindi Sesso e Morte sono legati in uno stretto connubio in questa figura. ? ?
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