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Inviato da : Lilithluna
Giovedì, 30 Settembre 2004 - 21:43 |
Un viaggio verso le origini del tutto attraverso il mito pelasgico, il mito omerico e orfico, il mito olimpico, il mito filosofico e il mito delle cinque et? dell'uomo.
Cosmologia greca
1. Mito pelasgico
Eurinome, Dea di tutte le cose, sorse nuda dal Caos, ma non trov? nulla su cui poggiare i piedi, cos? divise il mare dal cielo e incominci? a danzare sulle onde. Presa dalla sua danza si diresse verso Sud e per la prima volta sent? il vento turbinare alle sue spalle: decise quindi di iniziare la creazione proprio con il vento. Si gir? all'improvviso e afferr? fra le mani quel Vento del Nord, lo modell? finch? prese la forma di un serpente, il gran serpente Ofione. A quel punto continu? la sua danza frenetica per scaldarsi danzando ad un ritmo sempre pi? incalzante finch? Ofione, ebbro di desiderio, si accoppi? a lei. E cos? come fecondatore Vento del Nord, Borea, che solo sfiorando con il suo leggiadro tocco ingravida le giumente, Ofione fecond? Eurinome. E subito ella si mut? in bianca colomba e danzando sulle acque depose l'Uovo universale. Poi comand? ad Ofione di avvolgere 7 volte l'uovo con le sue spire ed allora l'Uovo si dischiuse e tutto ci? che esiste usc? da esso: il caldo sole, la candida luna, le stelle brillante ed i pianeti e la terra tutta con i monti incantati, i fiumi sinuosi e le erbe e gli alberi maestosi e i teneri fiori e con essi tutte le creature viventi. Eurinome prese residenza con Ofione sul monte Olimpo, ma Ofione cominci? a vantarsi di essere lui il Creatore di tutte le cose, cos? Eurinome si vide costretta a punirlo: gli sferr? un gran calcio in viso che gli fece perdere tutti i denti e venne relegato nelle buie caverne sotto la Terra. Poi Eurinome cre? i sette pianeti e i Titani e le Titanesse che governano le loro potenze: al Sole, Tia e Iperione; alla Luna Febe e Atlante; a Marte Dione e Crio; a Mercurio Meti e Ceo; a Giove Temi e Eurimedonte; a Venere Teti e Oceano; a Saturno Rea e Crono. Cre? poi Pelasgo, il primo uomo. Egli emerse dal suolo dell'Arcadia seguito da una schiera di suoi simili a cui insegn? a fabbricare capanne, a nutrirsi di ghiande e a cucirsi tuniche di pelli di maiali.
Fonti: Plinio, Storia Naturale Omero, Iliade Apollonio Rodio, Argonautiche Tzetze, Scoli a Licofrone Esiodo, Teogonia Stefani di Bisanzio, Sub voce Aristofane, Gli uccelli Clemente Romano, Omelie
Questo mito risale ai tempi in cui non c'erano ancora n? dee n? dei, ma solo un'unica dea con le sue sacerdotesse. Le popolazioni pi? antiche infatti vedevano nella donna e nel mistero della nascita qualcosa di divino: bisogna pensare che essi non avevanoconoscenze riguardo al concepimento e quindi credevano che le donne rimanessero incinta per il soffio del Vento, o per aver mangiato fagioli etc etc. Quindi la paternit? non veniva tenuta in nessun conto. Eurinome significa "colei che vaga in ampi spazi" ed era l'aspetto della Dea nella sua Epifania lunare. Fra i Sumeri si chiamava Iahu (divina colomba), nome che fu poi traslato a Geova come Creatore. Eurinome la ritroviamo nella mitologia classica come figlia di Oceano e Teti (due dei titani). Regnava sull'Olimpo prima di Rea e Crono dai quali fu scacciata. Si rifugi? in mare da Teti ed insieme esse accolsero Efesto quando fu precipitato dal cielo. Amata da Zeus, gener? con lui le Cariti, Aglae, Eufrosine, Talia e Asopo (il dio-fiume). Un tempio a lei dedicato si trovava presso Figalia in mezzo ad un bosco di cipressi. La sua statua appariva in alto come la figura di una donna, ma dalla vita in gi? come pesce. Ofione, o Borea, lo ritroviamo nei miti demiurgici anche nella mitologia ebraica ed egiziana: infatti nell'arte mediterranea antica la Dea viene quasi sempre raffigurata accompagnata da un serpente. I Titani e le Titanesse figurano qui come figli di Eurinome creati per governare le potenze planetarie e non come nella mitologia classica figli di Crono e Rea. Le potenze planetarie associate erano: Sole-luce, Luna-incantesimi; Marte-crescita; Mercurio-saggezza; Giove-legge; Venere.amore; Saturno-pace. All'inizio quindi troviamo ogni pianeta governato da un Titano o una Titanessa. Nella mitologia classica invece ritroviamo gli dei associati ai pianeti e precisamente: Elio, Selene, Ares, Hermes o Apollo, Zeus, Afrodite e Crono. I romani traslarono i nomi degli dei coi nomi dei pianeti e questi nomi vennero cos? ad indicare i giorni della settimana. Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno. La domenica fu istituita in epoca cristiana derivando da dominicus, ossia il giorno del Signore.
2. Mito omerico e orfico
Si dice che tutti gli dei e tutte le creature siano nate da Oceano, il fiume che scorre attorno al mondo e da Teti, che fu madre di tutte le cose. Gli Orfici invece dicono che la Notte dalle nere ali, a cui persino Zeus deve rispetto, fu amata dal vento e nelle profondit? dell'oscurit?, depose un uovo d'argento; da quell'uovo nacque Eros (Fanete) che mise in moto l'intero universo. Eros era un ermafrodito dalle ali d'oro; aveva 4 teste e poteva ruggire come un leone, muggire come un toro, sibilare come un serpente e belare come un ariete. Eros venne chiamato anche Ericepeo e Fetonte Protogeno. Eros e la Notte, che assunse il triplice aspetto di Notte, Ordine e Giustizia, vivevano in una grotta davanti alla quale sedeva la grande Madre Rea che battendo le mani su un tamburo di bronzo costringeva gli uomini ad ascoltare gli oracoli della Dea. Fanete cre? la Terra, il cielo, il sole e la luna, ma fu la Triplice Dea a regnare sull'Universo finch? lo scettro pass? ad Urano.
Fonti: Omero, Iliade Frammenti Orfici
Il mito omerico ? solo una leggera variazione sul mito pelasgico: Teti=Eurinome che regna sulle acque e Oceano=Ofione che avvolge l'Universo. Nel mito orfico invece si avverte la dottrina mistica dell'amore (Eros). L'uovo d'argento della Notte ? un simbolo lunare, in quanto l'argento ? metallo associato alla Luna. Sia Ericepeo (colui che si nutre di erica) che Fanete (rivelatore) sono simbolizzati come ronzanti api celesti, nati dalla Grande Dea. L'alveare infatti ? stato preso come simbolo della repubblica ideale e ha convalidato il Mito dell'Et? dell'Oro, et? in cui il miele stillava daglia alberi. Rea suonava il tamburo per allontanare gli spiriti maligni e per impedire alle api (uomini) di sciamare in modo disordinato. Fanete assumendo il nome di Fetonte Protogeno (lucente primogenito) era quindi il Sole che per gli Orfici rappresentava la luce spirituale. Le sue quattro teste rappresentavano le stagioni: l'ariete ? la primavera, il leone ? l'estate, il serpente ? l'inverno e il toro l'anno nuovo. Con il cambiamento dal matriarcato al patriarcat lo scettro pass? dalla Notte ad Urano.
3. Mito olimpico
Nella notte dei tempi la Madre Terra emerse dal caos e gener? suo figlio Urano. Dall'alto dei monti Urano guard? la madre con amore e le rivers? nelle pieghe segrete piogge feconde cosicch? ella pot? generare erba, alberi, fiori, belve ed uccelli. Queste stesse piogge fecero scorrere i fiumi e riempirono i bacini formando laghi e mari. La Dea gener? i primi figli con aspetto quasi umano che furono i Giganti centimani: Briareo, Gige e Cotto. Poi fu la volta dei tre Ciclopi monocoli, costruttori di mura e fabbri ferrai. Essi si stabilirono prima in Tracia, poi a Creta e in Licia; Ulisse incontr? i loro figli in Sicilia. Si chiamavano Bronte, Sterope e Arge e le loro ombre vagano nelle caverne dell'Etna da quando Apollo li uccise per vendicare Asclepio.
Fonti: Apollodoro Euripide, Crisippo Lucrezio Omero, Odissea Apollonio Rodio Pindaro
Questo mito, che pur facendo nascere Urano dalla Madre Terra, fa dello stesso Urano il Demiurgo, fu accettato comunemente con l'avvento della tradizione olimpica. Urano ? stato comunemente identificato con il cielo, ma il suo nome ? la forma maschile di Ur-ana (regina delle montagne, regina dell'estate, regina dei venti o regina dei bufali) cio? la Dea orgiastica del pieno dell'estate. Le nozze di Urano con la Madre Terra simboleggiano probabilmente un'invesione Ellena che port? Urano come creatore ammettendone la nascita dalla Dea. Uno scontro di culture fra le residente pacifica adorante la Dea e una invasiva pi? bellicosa adorante un Dio. Le nozze simboleggierebbero probabilmente la fusione delle due popolazioni e quindi dei due culti. Infatti in Apollodoro e anche nel Melanippe di Euripide e nelle Argonautiche di Apollonio Rodio si dice che prima di giungere a nozze grazie all'amore, la Dea e Urano si scontrarono molto violentemente. Oltre ai figli generati qui citati, Urano e la Madre Terra generarono anche i Titani e le Titanesse. L'ultimo nato dei Titani fu Crono che poi evirer? il padre. I Ciclopi pare siano stati membri di un'associazione di fabbri durante la civilt? elladica primitiva. In effetti Ciclope significa "dall'occhio rotondo" poich? ? probabile che i membri di tale associazione avessero tatuato al centro della fronte dei cerchi concentrici in onore del Sole, dispensatore del fuoco che loro tanto serviva. Inoltre il fatto che fossero detti monocoli potrebbe ricordare il fatto che i fabbri spesso si coprivano un ochhio per salvaguardarlo dalle scintille. Dicendo poi che le loro ombre vagano al di sotto dell'Etna gli antichi spiegavano il fumo e le fiamme che ne fuoriuscivano.
4. Mito filosofico
Si dice che all'inizio ci furono solo le Tenebre. Dalle tenebre emerse il Caos e da un'unione fra Tenebre e Caos nacquero: la Notte, il Giorno, Erebo e l'Aria. Dall'unione di Erebo e la Notte nacquero: il Fato, la Vecchiaia, la Morte, l'Assassinio, la Continenza, il Sonno, i Sogni, la Discordia, la Miseria, l'Ira, la Nemesi, la Gioia, l'Amicizia, la Piet?, le tre Moire e le tre Esperidi. Da un'unione tra l'Aria e il Giorno: la Madre Terra, il Cileo e il Mare. Da un'unione tra l'Aria e la Madre Terra nacquero il Terrore, la Destrezza, la Collera, la Lite, il Giuramento, la Vendetta, l'Intemperanza, l'Alterco, il Trattato, l'Oblio, la Paura, il Valore, la Battaglia, Oceano, Metide, i Titani, le tre Erinni e il Tertaro. Da un'unione tre la Madre Terra e il Tartaro nacquero i Giaganti. Dal Mare e dai suoi fiumi nacquero le Nereidi. Ma gli uomini furono creati da Prometeo, figlio di Giapete, modellando della creta a immagine e somiglianza degli Dei. Atena soffi? poi in essi la vita. Ma si dice altres? che il Dio di tutte le cose che molti chiamano semplicemente Natura, cre? tutto il mondo cos? come noi lo conosciamo e Prometeo modell? gli uomini che furono dotati di anima a mezzo di vaganti elementi divini.
Fonti: Esiodo, Teogonia Igino, Fabulae e Proemio Apollodoro Luciano, Prometeo nel Caucaso Pausania Ovidio, Metamorfosi
In Esiodo ritroviamo oltre ai concetti di stampo filosofico, anche le Nereidi, i Titani e i Giganti. Sia le Moire che le Erinni sarebbero la rappresentazione della dea-Luna nel suo aspetto di Regina della Morte. La seconda parte del mito si ritrova solo in Ovidio e ricalca l'epopea babilonese. Probabilmente si diffuse in Grecia solo in epoca pi? tarda nonostante l'accettazione generale di Zeus come Creatore, rimangono qui gli echi di uno spirito creatore femminile: la Natura. La stessa reminescenza, sempre smussata e mai pi? conclusiva, la si ritrova anche nella "Genesi" biblica laddove uno spirito femminile, emanazione del Dio si preparava a covare l'uovo cosmico, bench? poi non lo faccia. I filosofi greci posero comunque sempre in evidenza la distinzione fra l'uomo perfetto creato da Prometeo e le creature imperfette nate dalla Madre Terra: esse furono in parte distrutte da Zeus e in parte travolte dal diluvio ai tempi di Deucalione. Il passaggio dal matriarcato al patriarcato avvenne praticamente in quasi tutte le societ?. Nelle tavolette dell'epopea di Gilgamesh si legge proprio di come Marduk sconfigge Araru (splendida Madre di tutte le cose, uno dei molti nomi della Dea) e si proclama creatore universale. Anche Be (forma maschile di Belili, dea madre sumerica) si vanta di aver sconfitto Tiamat (la dea in forma di serpente) e si attribuisce la paternit? della creazione. Questo passaggio viene spesso simboleggiato attraverso una ribellione del principe consorte verso la Regina, la quale gli aveva delegato il potere esecutivo permettendogli quindi di servirsi delle proprie insegne regali.
5. Le cinque et? dell'uomo
Alcuni negano tutte le mitologie precendenti ed affermano invece che la terra gener? spontaneamente gli uomini. Alcomeneo fu il primo uomo, nacque prima della Luna e fu consigliere di Zeus e tutore di Atena giovinetta. Questi uomini erano quelli dell'"Et? dell'oro" e furono sudditi di Crono. Vivevano in pace ed armonia, cibandosi dei frutti della terra e del miele che colava dagli alberi. Non conoscevano n? vecchiaia n? morte e passavano la vita tra svaghi, danze e allegria. Ora sono estinti, ma i loro spiriti sopravvivono come tutori di rustici eremi, come datori di fortuna e difensori della giustizia. Poi vi furono gli uomini dell'Et? dell'Argento: essi erano soggetti alle madri in tutto e per tutto. Erano ignoranti e litigiosi e non onoravano gli dei, ma almeno non si combattevano fra loro. Arriv? poi l'Et? del Bronzo e con essa gli uomini che caddero dai frassinicome frutti maturi. Mangiavano carne e pane e godevano nel guerreggiare fra loro. La morte nera se li port? via tutti. Poi venne la quarta stirpe di uomini che apparteneva anch'essa all'Et? del Bronzo ma era pi? nobile della terza in quanto generata dagli Dei in madri mortali. Essi furono gli eroi della battaglia di Tebe, della spedizione degli Argonauti e della guerra contro Troia. Ora vagano nei Campi Elisi. La quinta stirpe o del "ferro" ? l'attuale, indegna discendente della quarta: crudele, ingiusta, infida, libidinosa, empia e traditrice.
Fonti: Platone, Menessene Ippolito, Confutazione delle Eresie Eusebio, Preparazione ai Vangeli Esiodo, Le opere e i giorni
La mitologia dell'Et? dell'Oro si ricollega al culto di certe trib? per la Dea-Ape. I mitografi suppongono questa essere stata un'epoca di pace e armonia. L'et? dell'argento corrispnde invece al periodo del matriarcato e della Dea-Luna essendo l'argento un metallo lunare. La terza stirpe fu quella delle invasioni elleniche che adottarono il culto del frassiono proprio della DEa e di suo figlio Poseidone. La quarta stirpe fu quella dei re guerrieri di et? micenea mentre la quinta ? da ricollegarsi a quella dei Dori del dodicesimo secolo A.C. Alcomeneo ? un personaggio fittizio che i mitografi usarono per simboleggiare che nessuna donna poteva essere saggia senza l'intervento degli uomini (tutore di Atena).
Le fonti usate per l'intero articolo sono:
Robert Graves, Miti Greci, Longanesi 1963 Pierre Grimal, Mitologia, Garzanti 1999
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